{"id":3016,"date":"2026-05-16T15:51:09","date_gmt":"2026-05-16T15:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/?page_id=3016"},"modified":"2026-05-17T17:47:38","modified_gmt":"2026-05-17T17:47:38","slug":"imitatio-alexandri-linfluenza-delliconografia-di-alessandro-magno-sullarte-ellenistica-e-romana-pompeii-tours-by-local-guide","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/it\/imitatio-alexandri-linfluenza-delliconografia-di-alessandro-magno-sullarte-ellenistica-e-romana-pompeii-tours-by-local-guide\/","title":{"rendered":"L&#8217;Imitatio Alexandri Alexandri. L&#8217;influenza dell&#8217;iconografia di Alessandro Magno sull&#8217;arte ellenistica e romana"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"3016\" class=\"elementor elementor-3016\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b31b918 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"b31b918\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2d34f07 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"2d34f07\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d9126d e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"3d9126d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ac218e5 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"ac218e5\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-185f84f e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"185f84f\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7fdb5c4 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7fdb5c4\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">L'imitatio Alexandri. L'influenza dell'iconografia <br>di Alessandro Magno sull'arte ellenistica e romana<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8343fed e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"8343fed\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-36f4d0a e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"36f4d0a\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b530a4d elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b530a4d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>L\u2019<em>imitatio Alexandri <\/em>\u00e8 un fenomeno complesso che appare in moltissime societ\u00e0 e ambiti culturali diversi, dove esponenti regali o aristocratici adottano elementi della storia del Macedone. Nel corso della storia, numerosi personaggi influenti delle societ\u00e0 si autocelebrarono con riferimenti diretti alle grandi battaglie o all\u2019arte di Alessandro per creare un ponte di memorie tra quanto vissuto da loro e la grande storia del passato. Il fenomeno pu\u00f2 essere considerato una tappa naturale nella formazione di un linguaggio artistico universale a partire dall\u2019et\u00e0 ellenistica. Inoltre, l&#8217;immagine di Alessandro fu rivoluzionaria non solo per l&#8217;arte, ma anche per la cultura popolare ed influenz\u00f2 le concezioni degli esseri umani, degli eroi e degli dei, della natura del potere, delle virt\u00f9 e dei limiti del potenziale umano. Alessandro, con le sue immagini, aveva modificato il modo in cui le persone vedevano e percepivano l\u2019arte, dotandola di un nuovo significato che segn\u00f2 in modo indelebile tutte le societ\u00e0. Gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0 la figura di Alessandro era diventata camaleontica, paradigmatica e aveva assunto, in special modo nel corso dei due ultimi secoli, un grande significato nello sviluppo della filosofia, della storia e dell\u2019ideologia sociale.<\/p><p>Alessandro divenne fin da subito il modello di <em>basileus<\/em> e la consuetudine di imitarlo inizi\u00f2 gi\u00e0 con i diadochi, che fecero propri gli attributi iconografici del &#8216;divo&#8217; Alessandro.<\/p><p>Si parla, quindi, di <em>imitatio<\/em> quando un individuo fa riferimento al nome e all&#8217;aspetto di Alessandro, ai suoi simboli di potere e divinit\u00e0, e modella i propri ritratti (ad esempio su monete o sculture) su quelli di Alessandro copiando elementi caratteristici della sua iconografia.<\/p><p>Nel 305\/4, Tolemeo I assunse il titolo di re d&#8217;Egitto. Per celebrare l&#8217;occasione, produsse una nuova monetazione con un suo ritratto (Fig. 1).<\/p><p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3019\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1-300x146.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1-300x146.png 300w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1-18x9.png 18w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.png 420w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"416\"><p>Fig. 1 &#8211; Regno di Egitto, Tolemeo I, statere, zecca di Cirene<\/p><p>(inizi del III secolo a.C.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>Per la prima volta, infatti, senza che vi siano incertezze interpretative e\/o cronologiche, un sovrano si autorappresenta sul proprio numerario. Il ritratto di Tolemeo \u00e8 estremamente realistico: non c\u2019\u00e8 nessuna volont\u00e0 di migliorare l\u2019aspetto del volto del re, ormai cinquantenne; il mento e il collo sono grossi, l\u2019occhio \u00e8 profondamente incavato nelle orbite, il naso \u00e8 piuttosto adunco e la fronte mostra un principio di calvizie. Ma l\u2019estremo realismo del ritratto si apre nello stesso tempo ad una dimensione divina: Tolemeo indossa infatti gli attributi del diadema di Dioniso\/Alessandro e dell\u2019egida di Zeus\/Alessandro. Questa insistita adozione di attributi tipici degli dei e di Alessandro sulla monetazione era utile a rafforzare il potere del diadoco.<\/p><p>La scritta del rovescio \u00e8 dedicata al sovrano vivente (\u03a0\u03a4\u039f\u039b\u0395\u039c\u0391\u0399\u039f\u03a5\/\u0392\u0391\u03a3\u0399\u039b\u0395\u03a9\u03a3). Alessandro \u00e8 rappresentato per la prima volta su una monetazione postuma a figura intera, mentre avanza verso sinistra alla guida di una quadriga trainata da quattro elefanti. Tutti gli elementi della scena contribuiscono a sottolinearne ancora una volta il carattere divino e superumano.\u00a0 \u00c8 dotato infatti degli attributi dell\u2019egida, che gli copre le spalle e la schiena come una sorta di clamide e del fulmine nella mano destra. L\u2019egida \u00e8 in realt\u00e0 presente solo nei conii pi\u00f9 ricchi di dettagli, per la raffigurazione dei serpentelli che ondeggiano sul retro; il che costituisce un ulteriore rimando al padre degli dei, proclamando in tal modo l\u2019apoteosi di Alessandro come Zeus colto nella processione trionfale: il volto imberbe del personaggio sembra escludere l\u2019identificazione dell\u2019auriga come il dio stesso.<\/p><p>Un altro sovrano ellenistico che fu influenzato da Alessandro fu Demetrio I Poliorcete (294-287 a.C.). Il primo autore ad esprimere con convinzione che le gesta di Alessandro influenzarono Poliorcete \u00e8 stato Plutarco nella sua <em>Vita di Demetrio<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>. Lo scrittore paragona varie volte i due personaggi, sostenendo che Demetrio cerc\u00f2 di imitare Alessandro; afferma, tuttavia, che l\u2019unica caratteristica che li accomunava effettivamente era la passione per il lusso e per la stravaganza degli abiti che indossavano<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Plutarco riteneva accettabile che un sovrano imitasse l&#8217;opulenza di Alessandro purch\u00e9 accompagnata da altri tratti di eccellenza. Demetrio, tuttavia, \u00e8 qui descritto come un re depravato e incapace dell&#8217;<em>aret\u00e8<\/em> <em>che <\/em>caratterizzava il figlio di Filippo. Plutarco sostiene inoltre che, in certi casi, furono gli stessi Macedoni a tracciare per primi i paragoni tra Demetrio e Alessandro: per questi, per\u00f2, Demetrio e altri sovrani ellenistici erano solo in grado di rappresentarne la maest\u00e0 e il fasto, ma non l\u2019audacia.<\/p><p>La monetazione di Demetrio \u00e8 una questione ancora discussa riguardo la sua <em>imitatio Alexandri<\/em>. Prima della battaglia di Ipso, gli Antigonidi continuarono a coniare i tipi di monete di Alessandro; lo stesso Demetrio mantenne questa pratica in alcuni territori fino agli anni &#8217;90 del III secolo. Sebbene possano esserci numerose ragioni dietro questa decisione, questa \u00e8 comunemente percepita come una dimostrazione della lealt\u00e0 degli Antigonidi verso Alessandro e i re Argeadi. Tuttavia, alla morte di suo padre nel 301, il Poliorcete abbandon\u00f2 in gran parte la pratica e adott\u00f2 nuovi tipi di monete. L\u2019iconografia antigonide, in particolare, si sforz\u00f2 di sviluppare gradualmente il proprio ritratto sulle monete, che alla fine divenne sistematico durante il suo regno in Macedonia. Sul diritto dei tetradrammi battuti intorno al 292\/1 Demetrio appone il proprio ritratto, adorno di diadema e di corna di toro (Fig. 2). Il particolare animale sembra veicolare molteplici messaggi, richiamando Poseidone, sotto la cui protezione si era posto il re e \u2013 per analogia con la posizione del corno di Ammone nelle raffigurazioni di Alessandro \u2013, sottolineare la filiazione di Demetrio dal dio, che \u00e8 raffigurato sul rovescio delle monete completamente nudo, con il piede destro poggiato sopra una roccia e il tridente nella sinistra.<\/p><p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3020\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2-300x146.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2-300x146.png 300w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2-18x9.png 18w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.png 536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"361\"><p>Fig. 2 \u2013 Regno di Macedonia, Demetrio I, tetradramma,<\/p><p>zecca di Anfipoli (292-291 a.C. ca.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>Demetrio \u00e8 ritratto come un giovane uomo imberbe con occhi spalancati, capelli ricci e sguardo rivolto verso l&#8217;alto. Pu\u00f2 darsi che i ritratti di Demetrio siano stati concepiti per creare un&#8217;associazione con i ritratti postumi di Alessandro ben noti grazie alle monete di altri successori, in particolare Lisimaco. In altre parole, si trattava di una strategia visiva per collegare i due re ed enfatizzare il legame di Demetrio con l&#8217;eredit\u00e0 degli Argeadi. Questa interpretazione dei ritratti di Demetrio invita infatti a presupporre che egli abbia adottato Alessandro come modello. Inoltre, nel ritratto di Demetrio, a differenza di quello di Tolemeo I, nel quale il Lagide si era limitato a rivestire l\u2019egida di Zeus, il corno di toro spunta direttamente dalla tempia del re. Grazie alla sua posizione \u2013 che richiama quella degli attributi taurini dei tori androprosopi e delle divinit\u00e0 fluviali-, il confine tra il sovrano vivente e la divinit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 indistinto, cos\u00ec che Demetrio assume le sembianze di una vera e propria divinit\u00e0.<\/p><p>Se tale approccio fosse corretto, implicherebbe che il Poliorcete fu il primo sovrano dopo Alessandro a promuovere il proprio lignaggio divino. Demetrio utilizz\u00f2 anche altri elementi tradizionalmente appartenenti all&#8217;iconografia di Alessandro, come le immagini di Atena che indossa un elmo corinzio o la Nike alata, che non erano presenti nella monetazione macedone prima di Alessandro. Particolarmente interessante \u00e8 la presenza di quest&#8217;ultima dea sulle monete: la sua figura sulle monete di Demetrio evoca la grande vittoria navale del re a Salamina nel 306 e ricorda molto la Nike degli stateri d&#8217;oro di Alessandro.<\/p><p>Si \u00e8 notato che attributi divini come corna di ariete o di toro, egida, pelle di pantera caratterizzano molti dei ritratti monetali dei sovrani della prima e seconda generazione dopo Alessandro, in un momento in cui la regalit\u00e0 ellenistica si stava costituendo e non aveva nessun altro modello di riferimento, se non lo stesso Macedone.<\/p><p>Altro sovrano ellenistico che si ispir\u00f2 al modello di Alessandro fu Pirro (307-272), re dell\u2019Epiro nato pochi anni dopo la morte del Macedone: come Alessandro aveva una storiografia di corte (Prosseno), le sue <em>Efemeridi<\/em> e una propaganda della propria discendenza eroica (Achille).<\/p><p>L\u2019iconografia di Achille, gi\u00e0 utilizzata ampiamente da Alessandro, fu adottata anche da Pirro in un\u2019emissione monetale battuta a Locri intorno al 280\/278: sul diritto dei didrammi \u00e8 raffigurata la testa di Achille coperta da elmo con grifoni; sul rovescio Tetide velata, seduta su un cavallo marino che regge lo scudo per il figlio (Fig. 3).<\/p><p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3021\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/3-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/3-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/3-18x10.jpg 18w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/3.jpg 739w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"538\"><p>Fig. 3 \u2013 Achille, didramma di Pirro, da Locri (280-278 a.C. ca.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>\u00a0In et\u00e0 romana, in special modo a partire dalla tarda et\u00e0 repubblicana, Alessandro interessa soprattutto in quanto grande generale vittorioso e conquistatore; in seguito, la prospettiva diventa duplice, investendo non solo il livello dell\u2019Alessandro creatore di un impero, ma anche quello dell\u2019Alessandro immagine ideale del capo politico. Era ritenuto una figura positiva sotto diversi aspetti: grande conquistatore, capace di concepire sogni universalistici e di realizzarli; unificatore dell\u2019ecumene e, in un certo senso, della stessa umanit\u00e0, in un sogno di fusione che oggi chiameremmo multietnico che pure non manc\u00f2 di suscitare reazioni ostili; uomo assetato di conoscenza, mosso da uno <em>zelos <\/em>che lo portava a non porsi mai limiti.<\/p><p>Molti condottieri romani cercarono di imitare Alessandro e le sue imprese, e nel I secolo a.C. s\u2019inizi\u00f2 ad associare lo scontro contro i Parti al conflitto tra Greci e Persiani di tre secoli prima.<\/p><p>Le fonti letterarie ricordano che fu soprattutto Pompeo a prendere a modello fortemente Alessandro: Plutarco parla addirittura di una somiglianza fisica tra i due condottieri, ma aggiunge che questa era solo la sua opinione<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>; Sallustio scrive che Pompeo fu paragonato ad Alessandro fin dalla sua giovinezza dai suoi adulatori<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Gli avversari di Pompeo si accorsero presto di questo fatto e iniziarono a ridicolizzarlo confrontandolo ad Alessandro; di conseguenza Pompeo cess\u00f2 intenzionalmente di imitare Alessandro fino alla sua campagna orientale, quando riprese l\u2019<em>imitatio<\/em> per la sua propaganda in Oriente.<\/p><p>Ricevette l\u2019epiteto di <em>Magnus<\/em>, con un evidente richiamo ad Alessandro Magno, dopo il successo della campagna africana o dai suoi soldati o da Silla<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Appiano conferma che grazie ai successi delle sue campagne militari il generale aveva apportato le maggiori aggiunte territoriali all\u2019Impero e aveva acquisito in tal modo il titolo di Magno<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. \u00a0<\/p><p>\u00c8 interessante richiamare inoltre la somiglianza tra i ritratti dei due personaggi: i tratti pi\u00f9 evidenti sono la stessa acconciatura di capelli, l\u2019<em>anastol\u00e8<\/em>, e la peculiare inclinazione della testa (Fig. 4).<\/p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3022\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4-1-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4-1-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4-1.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"311\"><p>Fig. 4 \u2013 Ritratto di Pompeo Magno. Marmo; copia di et\u00e0 claudia di un tipo diffusosi a partire dal 60 a.C.; Museo Archeologico di Venezia.<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>In ogni caso, anche dopo i grandi successi militari, molti suoi contemporanei non riconobbero in Pompeo il campione che poteva essere assimilato ad Alessandro. Plutarco pensava che il pi\u00f9 simile al Macedone, secondo quelli che erano \u201ci segni dell&#8217;anima\u201d, fosse colui che aveva sconfitto Pompeo: Giulio Cesare.<\/p><p>Pompeo e Cesare possono essere ritenuti, quindi, i primi due grandi condottieri romani che si contesero la mitica eredit\u00e0 di Alessandro che indicava la strada per divenire divini e cosmocrati, cio\u00e8 sovrani del mondo.<\/p><p>L\u2019<em>imitatio Alexandri <\/em>pi\u00f9 intensa che il mondo antico abbia conosciuto avvenne, per\u00f2, con Augusto. Le condizioni necessarie c&#8217;erano tutte: una forte coorte di intellettuali al servizio del principe, i disegni ecumenici del nuovo sovrano, la necessita di trovare in una Roma ancora fortemente repubblicana giustificazioni ideali per la nuova monarchia augustea che cominciava ad instaurarsi. Queste sono solo alcune ragioni per cui il fenomeno conobbe nella Roma augustea il suo apogeo. Augusto sfrutt\u00f2 il mito di Alessandro in modo diverso a seconda dei momenti e delle situazioni, ma alla fine cerc\u00f2 di sovrapporre la propria figura di prudente realizzatore della <em>pax romana <\/em>a quella del grande re visionario.<\/p><p>I collegamenti tra i due sono raccolti da Svetonio a partire dalla nascita di Augusto: la madre Atia avrebbe partorito nel contatto con un serpente, sognato le sue viscere sparse su tutta la terra, e il sacrificio a Dioniso fatto da Ottavio in Tracia avrebbe superato con le fiamme il tetto; per non dire degli onori resi da Augusto alla tomba di Alessandro in Egitto e l&#8217;incisione del ritratto sul suo sigillo<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Diventato imperatore, decor\u00f2 il suo foro con i due quadri di Apelle raffiguranti l\u2019uno Alessandro vittorioso sulla guerra e pacificatore, l\u2019altro Alessandro vincitore universale accanto ai Dioscuri.<\/p><p>Ma \u00e8 soprattutto un testo che esprime chiaramente la volont\u00e0 augustea di prendere per modello Alessandro: le <em>Res gestae Divi Augusti. <\/em>Gi\u00e0 solo il disegno di farle incidere su quelle monumentali lastre di cui resta imponente traccia ad Ankara nel <em>Monumentum Ancyranum <\/em>e diffonderle nelle province dell&#8217;impero, e specie, a quanto pare, in quelle d&#8217;Asia che Alessandro aveva conquistato prima dei Romani, \u00e8 segno di una volont\u00e0 precisa di prendere Alessandro a modello<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p><p>L\u2019<em>imitatio<\/em> di Augusto \u00e8 nota anche da una precisa testimonianza di Svetonio<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Inoltre, il modello del Mausoleo di Augusto fu probabilmente la tomba di<strong>\u00a0<\/strong>Alessandro: il\u00a0<em>Sema<\/em>\u00a0con buona probabilit\u00e0 era un incontro sincretico tra le antiche, semplici e severe tombe a tumulo della tradizione reale macedone (come il Grande Tumulo di Verghina) e i monumenti funebri come la tomba di Mausolo. Anche la tomba del primo imperatore di Roma era uno stupendo edificio a forma di tumulo, ma decorato con marmi preziosi, statue e fregi di grande bellezza<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p><p>Contemporaneamente a questa prospettiva positiva di Alessandro, per\u00f2, se ne contrappone anche una negativa.<\/p><p>Tutto si riconduce in questo caso al tema della <em>dominatio<\/em>, in cui confluiscono la polemica sulla presunta stirpe divina (espressamente bollata come menzogna), la sensibilit\u00e0 alle forme autocratiche del potere, la tendenza al lusso, gli eccessi nel bere, la mancanza di autocontrollo nelle relazioni personali, l\u2019adozione di pratiche orientali e la degenerazione dalle tradizioni patrie. Bisogna anche sottolineare che tutti questi temi risalgono alla tradizione contemporanea ad Alessandro: il rifiuto della paternit\u00e0 di Filippo, l\u2019abbandono delle tradizioni macedoni a favore di quelle orientali, a cominciare dalla <em>prosk\u00fdnesi<\/em>s, l\u2019incapacit\u00e0 di controllarsi nei rapporti con i compagni che lo criticavano parlandogli da pari a pari, secondo il costume macedone.<\/p><p>Queste due parallele linee interpretative, adottate dalla tradizione romana in chiave propagandistica, sono ben note gi\u00e0 alla tradizione greca. Quella della tradizione romana non pu\u00f2 dunque essere considerata propriamente una manipolazione della figura del Macedone, ma semmai un recupero consapevole, da parte dell\u2019imperatore o dei suoi oppositori, degli aspetti pi\u00f9 funzionali alla propria politica. Imitazione e competizione, dunque: ma anche conciliazione, nella prospettiva dell\u2019unificazione di Oriente e Occidente in chiave ecumenica.<\/p><p>Dopo Augusto, Alessandro resta un modello per diversi imperatori, ma abbiamo goffe imitazioni, che vanno dal Caligola che dorava la sua barba e indossava una lorica di Alessandro, a Nerone che fece dorare una statua di Alessandro giovanetto o arruol\u00f2 sotto il nome di <em>&#8220;falange di Alessandro&#8221; <\/em>militari per la spedizione fino alle Porte Caspie<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p><p>Dobbiamo arrivare all\u2019et\u00e0 dei Severi per una rinascita dell\u2019<em>imitatio<\/em> pi\u00f9 raffinata e culturalmente profonda. Questa dinastia pratic\u00f2 il culto di Dioniso e l\u2019identificazione con Alessandro-Dioniso <em>domitor orientis <\/em>\u00e8 un segno di profonda adesione al modello offerto da Alessandro. Ma \u00e8 soprattutto con Caracalla che la forma di imitazione di Alessandro divent\u00f2 maniacale. A tal proposito, Cassio Dione ricorda:\u00a0<\/p><p>Era tanto pazza poi la sua smania di uguagliare Alessandro che anche si serviva di alcune armi e di alcune tazze, proprio come se fossero state di Alessandro, gli aveva dedicato molte statue nelle citt\u00e0 e nei campi; inoltre aveva una falange composta di soli Macedoni&#8230; Perfino questo tuttavia non lo soddisfaceva, ma egli doveva chiamare il suo eroe l\u2019Augusto dell&#8217;Oriente; e una volta scrisse proprio al senato che Alessandro era ritornato in vita nella persona di Augusto, e che il Macedone poteva vivere ancora una volta in lui, avendo avuta, precedentemente, una cos\u00ec breve vita. E poi prese cosi ad odiare i filosofi aristotelici che cerc\u00f2 anche di bruciare i libri di Aristotele e agli aristotelici tolse il collegio e ogni altro privilegio di cui godevano in Alessandria, considerando colpa loro che Aristotele fosse ritenuto uno degli autori della morte di Alessandro. E facendo tutto questo, portava con s\u00e9 molti elefanti per dare l\u2019aria di imitare Alessandro, o forse Bacco<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p><p>Anche Erodiano \u00e8 della stessa opinione:<\/p><p>Fu un altro Alessandro&#8230;Volle rinnovare con molti omaggi la memoria del conquistatore e ordin\u00f2 che l&#8217;effigie di lui fosse posta in tutte le citt\u00e0, Roma, il Campidoglio, i templi degli dei furono popolati delle statue dell&#8217;eroe di cui egli assimilava la gloria. Si videro anche talune ridicole immagini che rappresentavano su un solo corpo e una sola testa i volti di Alessandro e di Caracalla. Egli stesso vestiva in pubblico il costume dei re di Macedonia, la loro causia e le loro calzature e avendo formato un corpo di giovani scelti lo denomin\u00f2 falange macedone, e diede ai capi i nomi dei generali di Alessandro<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p><p>La venerazione di Caracalla per Alessandro \u00e8 visibile anche il alcuni conii emanati in Cappadocia e nella Siria romana. La moneta di Caesarea, coniata nel 197 d.C., sul diritto raffigura Caracalla che impugna lo scudo con l\u2019immagine di Alessandro (Fig.5).<\/p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3023\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6-1.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6-1.jpg 168w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6-1-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3024\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.jpg 172w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 172px) 100vw, 172px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"432\"><p>Fig. 5 \u2013 Moneta di Caracalla. Bronzo; da Caesarea, Cappadocia (197 d.C.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>La tipologia del busto di Caracalla che tiene scudo e lancia riproduce una posa gi\u00e0 caratteristica della tradizione iconografica di Alessandro. Per di pi\u00f9, in questa moneta il messaggio dell\u2019imitazione \u00e8 ancora pi\u00f9 esplicito e rafforzato perch\u00e9 sullo scudo \u00e8 raffigurato Alessandro al posto della tradizionale Medusa. Un\u2019altra moneta di Caracalla pi\u00f9 tarda, coniata ad Eliopoli e risalente al 215\u2013217 d.C., rappresenta l\u2019imperatore con la stessa posa eroica: nel diritto Caracalla \u00e8 pi\u00f9 maturo e dotato di uno scudo che ancora una volta \u00e8 decorato dalla figura di Alessandro giovane con capelli fiammeggianti. In pi\u00f9, nello scudo \u00e8 stata aggiunta un\u2019altra immagine: si nota una figura umana cerca di catturare un cavallo che si muove verso sinistra; \u00e8 molto chiaro che questa scena ricorda il famoso episodio di Alessandro che doma il suo cavallo Bucefalo (Fig.6).<\/p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3025\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8-1.jpg\" alt=\"\" width=\"164\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8-1.jpg 164w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8-1-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3026\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/10-1.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/10-1.jpg 160w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/10-1-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"518\"><p>Fig. 6 \u2013 \u00a0\u00a0Tetradramma di Caracalla. Argento, Heliopolis (Baalbek), Siria (215-217 d.C.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>Altra testimonianza dell\u2019influenza di Alessandro su Caracalla \u00e8 uno stupendo medaglione d\u2019oro proveniente da Abukir, in Egitto, ed oggi conservato al Gabinetto numismatico di Berlino (Fig. 7). Il diritto rappresenta Caracalla armato di lancia e scudo, con un\u2019espressione di impeto e potere; nel rovescio vi \u00e8 Alessandro seduto e la Nike che mantiene uno scudo decorato con una famosa scena della guerra di Troia: Pentesilea, regina delle Amazzoni, uccisa dall\u2019eroe greco Achille.<\/p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3027\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/11.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/11.jpg 190w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/11-13x12.jpg 13w\" sizes=\"(max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3028\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/12-1.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/12-1.jpg 190w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/12-1-13x12.jpg 13w\" sizes=\"(max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"447\"><p>Fig. 7\u2013 Medaglione di Caracalla. Oro; da Abukir, Egitto, Gabinetto delle monete di Berlino (211-217 d.C.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>Sempre sotto Caracalla, \u00e8 importante ricordare anche la nascita del culto di Alessandro a Roma e l\u2019emanazione della <em>Constitutio Antoniniana<\/em>, provvedimento che concesse per la prima volta la cittadinanza romana a tutti i liberi dell\u2019Impero romano e ispirata, secondo alcune interpretazioni, dall\u2019Alessandro \u201cunificatore\u201d<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p><p>A Roma l\u2019immagine di Alessandro si diffuse anche grazie al fenomeno dei contorniati, particolari medaglie coniate nella capitale dalla met\u00e0 del IV al alla met\u00e0 V secolo d.C. (Fig. 8 e 9).\u00a0 Questi oggetti, in genere di bronzo, si caratterizzano per un solco che segue il contorno di entrambe le facce e per le loro particolari iconografie; non sono n\u00e9 monete n\u00e9 medaglioni celebrativi. Ancora oggi gli studiosi discutono sul loro utilizzo. Di solito sul diritto vengono raffigurati personaggi illustri come i sovrani, gli dei, i filosofi oppure immagini dei giochi del circo come gli aurighi, le quadrighe, i cavalli etc.; sul rovescio sono rappresentate diverse raffigurazioni della vita romana o di monumenti, e fra questi il preferito \u00e8 il Circo Massimo. Le figure sono accompagnate quasi sempre da un&#8217;iscrizione esplicativa in latino o in greco. Sono state avanzate svariate ipotesi sulla loro funzione. Secondo la teoria pi\u00f9 diffusa, i contorniati erano tessere o pedine da gioco<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Al contrario, per\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Santo_Mazzarino\">Santo Mazzarino<\/a>,\u00a0questi oggetti erano distribuiti in occasione delle grandi feste e giochi romani, e rispecchiavano la cultura popolare a Roma di quel periodo. Questa ipotesi giustificherebbe le iconografie di carattere ludico e dei personaggi pi\u00f9 famosi dell\u2019antichit\u00e0<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>.<\/p><p>Secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Andreas_Alf%C3%B6ldi\">Andreas Alf\u00f6ldi<\/a>,\u00a0i contorniati erano invece il \u00abmezzo della propaganda senatoria contro l&#8217;impero cristiano\u00bb, una specie di amuleti pagani distribuiti dai senatori durante le feste dei\u00a0<em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Saturnalia_(festivit%C3%A0)\">Saturnalia<\/a><\/em>\u00a0per rafforzare i valori della cultura e della religione tradizionale<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>.<\/p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3029\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/15-1-300x289.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/15-1-300x289.jpg 300w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/15-1-12x12.jpg 12w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/15-1.jpg 745w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3030\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/16-1.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/16-1.jpg 203w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/16-1-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"499\"><p>Fig. 8 \u2013 Contorniato di Alessandro. Diritto: Alessandro con leontea; Rovescio: Circo Massimo. Bronzo; da Roma, Museo Civico Archeologico di Bologna (fine del IV sec. d.C.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3031\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/17-1.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/17-1.jpg 240w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/17-1-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3032\" src=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/18.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/18.jpg 244w, https:\/\/www.pompeiiwitharchaeologist.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/18-12x12.jpg 12w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/p><table><tbody><tr><td width=\"496\"><p>Fig. 9 \u2013 Contorniato di Olimpiade. Diritto: Olimpiade con scettro. Rovescio: Alessandro con lo scudo. Bronzo; da Roma, Gabinetto delle monete di Berlino (fine del IV &#8211; inizi del V sec. d.C.).<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Plut. <em>Demetr. <\/em>10.3; 25.4\u20135; 29.2; 37.4; 44.1.<\/p><p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Plut. <em>Demetr. <\/em>41.4\u20135.<\/p><p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Plut. <em>Pomp.<\/em> 2.1.<\/p><p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Sall. <em>Hist.<\/em> 3.88.<\/p><p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Plut. <em>Pomp.<\/em>13.3-5; Dio Cass. 30-35.107.1.<\/p><p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> App.<em> Rom. hist.<\/em> 2.86.363.<\/p><p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Suet. <em>Aug.<\/em> 94.<\/p><p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Nenci, 1992.<\/p><p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>Suet. <em>Aug<\/em>. 50.<\/p><p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Adriani, 2000.<\/p><p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Plin. <em>N. H. \u00a0<\/em>34.63.<\/p><p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Dio Cass. 78 7-8.<\/p><p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Hdn. 4.8 1-2.<\/p><p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Nenci, 1992.<\/p><p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Elkins, 2012.<\/p><p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Mazzarino, 1959.<\/p><p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Alf\u00f6ldi, 1990.<\/p><p data-start=\"3217\" data-end=\"3260\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-94d4c56 e-grid e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"94d4c56\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imitatio Alexandri. L&#8217;influenza dell&#8217;iconografia di Alessandro Magno sull&#8217;arte ellenistica e romana \u00a0 \u00a0 L\u2019imitatio Alexandri \u00e8 un fenomeno complesso che appare in moltissime societ\u00e0 e ambiti culturali diversi, dove esponenti regali o aristocratici adottano elementi della storia del Macedone. 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